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lunedì 4 maggio 2015

Pride: un film da vedere!

Sweet Life diventa Limoni Gialli e si trasferisce, mi trovate qui:                          LimoniGialli.com




E' l'estate del 1984, Margaret Thatcher è al potere e il sindacato nazionale dei minatori è in sciopero, un gruppo  di attivisti gay e lesbiche decidono di mobilitarsi per raccogliere fondi per gli scioperanti e le loro famiglie.

Destinatario di questa solidarietà spontanea è il villaggio minerario nel Galles. Questo è a grandissime linee da dove parte Pride, film britannico diretto da Matthew Warchus che ha destato reazioni positive sia dalla critica sia dal pubblico e non è difficile capire perché. Pride ridona fiducia nel genere umano raccontando una storia di solidarietà durante una pagina nera della storia britannica, quando sotto la guida della Thatcher vennero violati ripetutamente i diritti civili elementari di molti gruppi sociali britannici portando, di fatto, a una sospensione della democrazia in Inghilterra.
Nel lungo sciopero che coinvolse i Minatori britannici che combattevano contro la chiusura di molte miniere, ma soprattutto contro l'agenda politica del governo, si unirono al movimento LGSM, Lesbians and Gays Support the Miners (Lesbiche e Gay supportano i minatori) che grazie alla lungimiranza del loro leader Mark Ashton decidono di sostenere economicamente e amichevolmente i minatori e le loro famiglie perché Pride insegna proprio questo: " uniti si vince".
La sceneggiatura di Stephen Beresford ha il pregio di aver riportato alla luce uno spaccato di storia inglese ma aggiungerei di storia dell'umanità senza scadere nella drammatizzazione ma offrendo uno spettacolo divertente e sorprendente, con dialoghi e un'ironia tagliente e intelligente.

Mark Ashton e i Lesbians and Gays Support the Miners riuscendo a fare breccia nella popolazione del piccolo villaggio del Galles al punto che per ricambiare la solidarietà e il sostegno economico, Nel 1985 al Gay Pride di Londra arrivavano pulman carichi di minatori per prenderne parte.
Un misto di risate, commozione e brividi sono queste le diverse sensazioni durante la visione di questo film che al Festival di Cannes ha vinto la Palma Queer e ha ricevuto la nomination ai Golden Globe 2015 come migliore commedia. Stephen Beresford e Matthew Warchus non perdono l'occasione di parlare del pregiudizio quello che nasce dall'ignoranza, lo fanno anche in questo caso in modo intelligente mostrando come nella tradizione dei gruppi soppressi gli appellativi offensivi possono diventare un'arma come il termine Queer e nel caso di Pride, Perverts che diventa il manifesto della serata londinese 
"Pits and Perverts" (Minatori e Pervertiti) .
Un film che dovrebbe essere trasmesso nelle scuole e fatto vedere al maggior numero di persone perché la storia dei Lesbians and Gays Support the Miners ci ricorda che gli individui non sono soli contro chi mostra il pugno di ferro, contro i bulli e chi tenta di prevaricare l'altro con la forza; la società esiste, a dispetto di ciò che professava la Tacher per isolare ancora di più i gruppi sociali che voleva spezzare, e non solo esistente ma ha un enorme potenziale che supera le barriere del pregiudizio fine a se stesso.
Mark Ashton infonde speranza nel genere umano perché la lotta per i diritti, qualsiasi essi siano, non è affare solo di chi quei diritti li rivendica perché necessari per il proprio gruppo sociale ma è affare di tutti.

martedì 20 maggio 2014

The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro: la recensione

The Amazing Spiderman-2-5Il secondo capitolo della saga Amazing Spiderman, reboot della saga cinematografica diretta da Sam Rami, non accenna ad abbandonare il primo posto nella classifica dei film più visti in Italia. Questa non è certo una sorpresa, considerando che questa tipologia di film è ormai una garanzia ai botteghini, non solo quelli italiani. Azione, romance, eroi, buoni sentimenti sono elementi che generalmente mettono d'accordo tutti, anche chi non è normalmente avvezzo al cinema di solo intrattenimento.
The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro (The Amazing Spider-Man 2: Rise of Electro) firmato da Marc Webb fa molto bene il suo lavoro: intrattiene senza farci pesare le oltre due ore di durata.
Grazie alla presenza di alcuni flashback, questo secondo capitolo cerca di dare delle risposte al fulcro della storia del giovane Peter Parker: il mistero dietro la scomparsa dei suoi genitori.
Quello che scopriamo, ma che immaginavamo sul conto del padre di Peter, oltre ad un laboratorio costruito in un vagone della metro ubicato in una stazione abbandonata, è che la Oscorp ha prima infangato il nome del signor Parker raccontando bugie anche alla zia May e infine l'ha ucciso insieme alla moglie.
Peter, dopo un'iniziale voglia di metterci una pietra sopra e tornare alla sua vita, scopre il laboratorio segreto e vede finalmente il video del padre. L'informazione più importante è che per salvaguardare l'uso del siero per scopi non etici, il padre di Peter ha sintetizzato il siero usando il suo DNA, questo significa che può funzionare solo sui suoi discendenti.
The Amazing Spiderman-2-2Ma come dice il titolo stesso del film, il secondo capitolo di Amazing Spiderman si concentra su due nuovi "cattivi": Electro e Harry Osborn. Entrambi cattivi a causa di circostanze esterne a loro; il primo interpretato da Jamie Foxx è Max, ingegnere alla Oscorp, ossessionato da Spiderman, un uomo solo e un po' disagiato, cade in una vasca piena di anguille geneticamente modificate che lo tramutano in  pura elettricità. Electro stringerà un patto insieme a Harry Osborn, giovane rampollo che prende le redini dell'impero Oscorp a seguito della morte del padre, per vendicarsi di Spiderman. Il povero Harry, interpretato da Dane DeHaan che dona al personaggio un'intensità e uno struggimento tali da farci empatizzare con Harry arrivando quasi a giustificare le sue azioni, si affanna a cercare il modo per sfuggire alla malattia genetica che il padre gli ha tramandato e che lo porterà a una morte atroce, l'unica possibilità sembra proprio il sangue di Spiderman, ma Peter è restio perché non vuole mettere a rischio la vita di Harry. E' così che il giovane Osborn, iniettato il veleno dei ragni conservato alla Oscorp, si trasformerà nel  famigerato Green Goblin.
The Amazing Spiderman-2-4In tutto ciò ovviamente non mancano siparietti comici tipici del fumetto Marvel e caratteristici anche di questo reboot firmato Webb, che rendono la visione divertente e leggera. C'è il rapporto tra Gwen e Peter e i sensi di colpa di quest'ultimo per quanto è accaduto al padre e alla promessa fatta di non mettere in pericolo Gwen. E' invece proprio quello che accade nelle battute finali del film; messo KO Electro, il faccia a Faccia tra Harry/GreenGoblin e Peter/Spiderman si fa duro ed è proprio Gwen che paga il conto più alto.
Peter si ritrova, ancora una volta a fare i conti con le responsabilità che derivano dall'essere spiderman, scelte che si ripercuotono sempre su persone vicine a lui.
Andrew Garfield, come già avevamo potuto apprezzare nel primo film, è molto convincente nel ruolo di Peter. La sua recitazione è molto spontanea e intensa, com'è tipico negli attori britannici, infatti, i momenti in cui rende a pieno sono proprio le parti più drammatiche, alzando il livello generale della recitazione nelle scene con Sally Field, attrice sublime. Emma Stone, che gli fa da spalla, invece all'opposto ha una naturale vena e tempi comici invidiabili ed è perfetta in tutte le scene che servono a spezzare la narrazione. In generale cast all'altezza di un film d'intrattenimento, senza dimenticare il carisma dei due cattivi sopra citati: Jamie Foxx e Dane Dehaan e il quasi irriconoscibile Paul Giamanti nel ruolo di Aleksei Sytsevich.
In questo secondo capitolo era previsto l'ingresso di un altro personaggio importante del fumetto, Mary Jane Watson. Shailene Woodley era stata scelta per interpretarla e aveva anche girato delle scene ma Weeb ha deciso poi di rimandare l'ingresso del personaggio - rumors sostengono perché la Woodley non era adatta al ruolo -, fatto sta che, vista la fine che fa Gwen, l'ingresso di Mary Jane forse sarebbe stato adatto per presentare il personaggio. Si è scelto invece di presentare Felicia Hardy. Nei fumetti Black Cat, interpretata dalla talentuosa Felicity Jones, è un personaggio molto importante che sicuramente avrà un ruolo centrale nei prossimi film. In conclusione, un buon film che forse non regge il confronto con gli altri fratelli Marvel più adulti, soprattutto confrontando la costruzione delle scene d'azione, ma regala allo spettatore buon intrattenimento senza grosse pretese.
Questa recensione è stata pubblicata il 10 Maggio 2014 su Telefilm Central.org

lunedì 20 settembre 2010

Somewhere: e quindi?

Somewhere, premiato a Venezia con il leone d'oro, ultimo film di Sofia Coppola, era da 10 giorni che dovevo andare a vederlo, oggi complice il brutto tempo sono andata allo spettacolo del tardo pomeriggio.
Parliamo appunto di un film che ha vinto il leone d'oro cioè non una tazza del cesso, insomma.
Quindi è naturale avere un'aspettativa medio-alta, cavolo ne parlano tutti come di un capolavoro, anche se ricordo che alla proclamazione a Venezia qualcuno a storto il naso, e io da brava esterofila ho anche pensato :- “che provinciali questi giornalisti, vogliono solo che vinca un film Italiano, del resto poco gli importa” e invece beh, io non ho visto nessun capolavoro.
Brevemente: Jhonny è un attore conosciuto di Hollywood, vive in un albergo, è triste e depresso, conduce una vita sregolata priva di legami veri, in viaggio continuo per promuovere film.
Ha una figlia Clio di 12/13 anni a occhio, nei momenti che trascorrono insieme Jhonny sembra stare meglio, sembra apparentemente mettere radici, fin quando la figlia non parte per un campeggio estivo.
Stop, il film si mozza con un finale inconsistente.

Tutto il film appare proprio inconcludente in realtà; la regia è lenta con riprese fisse, proprio per rendere l'idea del tempo dilatato in cui jhonny vive, l'apatia, la depressione, in effetti c'è un momento in cui sembra arrivare allo spettatore, ma poi si perde.
Il merito un film c'è l'ha, si ispira al film d'autore, emerge un forte realismo: l'attore conosciuto e amato dal pubblico americano, idolatrato – significativa e triste la scena in cui giunto in Italia viene scortato da polizia e bodygurd fino all'albergo ultra lussuoso.
Purtroppo però si ferma lì, non arriva, se pur bravo Stephen Dorff, (perchè i primi dieci minuti lui è totalmente in silenzio, recita con il viso) e anche figo, diciamocelo, non ha i mezzi per eccellere e dare qualcosa in più al film; per mezzi intendo, i dialoghi, praticamente inesistenti, uno svolgimento della storia.Nulla
Ma soprattutto una degna conclusione.
Delusione quindi!!
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